Antincendio nelle strutture modulari

La prevenzione incendi indica il complesso delle attività finalizzata alla prevenzione del rischio e/o a evitare il sorgere di incendi.

La normativa italiana è estremamente complessa e in continuo aggiornamento, l’ultimo riferimento lo troviamo nel DM 29 marzo 2021, anche se l’ultimo aggiornamento significativo è riportato nel DM 14 Febbraio 2020, detto anche DM Antincendio.

Il testo del nuovo DM fa seguito a tutte quelle norme ancora in vigore nel campo della prevenzione incendi, come il D.Lgs. 8/3/2006, il DPR 1/8/2011, il DM 9/5/2007, il DM 7/8/2012, il DM 3/8/2015, il DM 12/4/2019, il DM 18/10/2019, oltre a quelle che verranno sostituite dallo stesso DM 14/2/2020, ovvero il DM 8/6/2016, il DM 9/8/2016, il DM 21/2/2017, il DM 7/8/2017, il DM 23/11/2018.

Non entriamo nel merito delle complesse normative che regolano tutto l’argomento.

Il consiglio resta sempre quello di rivolgersi ad aziende specializzate in materia per avere tutte le risposte e le indicazioni necessarie in fase di progettazione di una struttura destinata a qualsiasi utilizzo. Gli esperti di antincendio, a cui commissioniamo il progetto di una struttura con i requisiti richiesti dalle norme di cui sopra, ci danno indicazioni riguardanti la resistenza al fuoco delle strutture e la reazione al fuoco dei materiali da impiegare.

Quante volte abbiamo sentito parlare di REI e reazioni al fuoco? Ma cosa significa realizzare una struttura REI60 o R60? Cosa significa avere una determinata classe di reazione al fuoco?

Vediamo di fare chiarezza in merito.

Cosa significa e cosa indica la sigla REI

R.E.I. : Questa sigla indica i 3 parametri fondamentali per valutare  la classe di resistenza al fuoco di un elemento costruttivo. L’acronimo, di origine francese, si scioglie in:

R – RESISTENZA MECCANICA

Questo criterio valuta l’attitudine di un elemento strutturale a conservare la sua resistenza meccanica quando viene sottoposto all’azione del fuoco. Indica, perciò, la stabilità meccanica, la capacità portante di un edificio.

E – ERMETICITÀ

Questo parametro valuta la capacità di un elemento (superficie, rivestimento, tamponamento, elemento strutturale) di non lasciar passare e di non produrre gas e vapori a contatto col fuoco. Ne valuta, in altre parole, la tenuta ai fumi.

I – ISOLAMENTO TERMICO

La capacità di isolamento indica l’attitudine di garantire isolamento termico, ossia il contenimento per un determinato periodo di tempo, della trasmissione del calore ad altre parti. In altre parole, segnala per quanto tempo si può limitare il riscaldamento della faccia non esposta alle fiamme.

In alcuni casi si esprimono solo alcuni parametri, per cui la sigla REI può presentarsi come R o EI, indicando rispettivamente soltanto la sua resistenza o  l’ermeticità e l’isolamento termico di un componente.

La sigla è di norma seguita da un numero che indica il valore del tempo, espresso in minuti, entro il quale l’elemento costruttivo è in grado di garantire la resistenza al fuoco secondo i parametri espressi.

Dunque se si indica REI30 significa che stabilità dell’edificio, tenuta dei fumi e isolamento termico sono garantiti per trenta minuti a partire dallo scoppio dell’incendio.

Per  natura alcuni materiali hanno un indice REI assolutamente basso, questo,però, può essere aumentato attraverso il ricorso a finiture in grado di migliorarne le performance e di modificarne l’indice di resistenza.

Parlando di monoblocchi, i parametri richiesti da un progetto antincendio si ottengono principalmente con l’impiego di pannelli sandwich in lama di roccia certificati EI o REI e con rivestimenti in calcio silicato o cartongesso per tutti quei componenti portanti in metallo che devono garantire un determinato R altrimenti non rispettato.

Entra in gioco il Cert.REI, che è il progetto di tutti i dettagli costruttivi riferiti alle classi di resistenza al fuoco necessarie. Questo certificato viene rilasciato da professionista abilitato antincendio e seguito da sopralluoghi e verifiche sull’operato di chi esegue i lavori.

La classificazione di un materiale e la sua reazione al fuoco

Per “REAZIONE AL FUOCO” si intende il grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto, a seguire le definizioni del D.M. 30 novembre 1983, del DM 26 Giugno 1984, del DM 3 agosto 2015, della norma UNI CEI EN ISO 13943:2012, UNI 9177:2008 e UNI EN 13501-1:2009.

In parole semplici come si comporta un materiale quando viene attaccato dalle fiamme, quanto alimenta l’incendio, quali fumi produce e se provoca gocciolamenti di materiale incandescente.

Ogni materiale da costruzione deve avere un preciso grado di reazione al fuoco dichiarato dal fornitore a seguito di prove normate eseguite da laboratori specializzati nelle varie condizioni di impiego (pavimento, parete, soffitto ecc.).

La reazione al fuoco dei materiali è suddivisa in una tabella che va dalla lettera A alla F ove A sta per materiale incombustibile ed F per materiali non classificati.

Per comprendere al meglio le sigle utilizzate per classificare un materiale possiamo fare riferimento alla tabella sottostante.

Per questo un materiale classificato con la sigla Bs2d1 è debolmente combustibile, ha una quantità e velocità di spegnimento di media intensità, produce un lento gocciolamento.

Negli edifici di una certa rilevanza (ospedali, scuole ecc.) le vie di esodo sono richieste con materiali classificati per almeno il 50% in classe A. Per coperture sulle quali poi andranno installati impianti fotovoltaici devono essere classificati almeno in Bs1d0, ma si consiglia l’uso di materiali in classe A.

Solo il professionista abilitato saprà cosa e come impiegare in base al progetto esecutivo.

Metodi di verifica e Locabox Costruzioni Modulari

In fase di progettazione di un elemento che rispetti la normativa antincendio, l’esperto si può affidare a tre metodi di verifica distinti.

Portiamo un esempio che sarà di sicuro aiuto: edificio ad uso uffici, realizzato con monoblocchi, richiesta di resistenza al fuoco R30.

Il progettista può:

  • Utilizzare materiali per proteggere le strutture portanti in acciaio che siano già certificati REI30 nel presente impiego.
  • Utilizzare un metodo di laboratorio, ovvero realizzare un campione e inviarlo in laboratorio per certificarne la resistenza all’incendio per 30 minuti.
  • Utilizzare il metodo analitico detto anche calcolo agli elementi finiti, quindi valutare l’uso di materiali di rivestimento incombustibili e con un complesso metodo di calcolo informatizzato, verificare che tutto il pacchetto abbia la resistenza al fuoco di 30 minuti

Quest’ultimo è il sistema che Locabox Costruzioni Modulari adotta con maggior frequenza, permette infatti di ottenere performance notevoli contenendo i costi e donando un’estetica accattivante alle realizzazioni finite.

Non dobbiamo dimenticare che quando si costruisce un edificio ci sono tanti altri parametri da tenere in considerazione e normative da rispettare, non ultimo il contenimento energetico (ex legge 10, argomento già trattato in precedenza sul nostro blog) che con i comuni materiali prestazionali in termini di resistenza al fuoco (pannelli sandwich in lana di roccia) si rispetta solo usando spessori importanti con costi davvero elevati.

L’edificio portato in esempio è un classico delle costruzioni modulari composte da monoblocchi. Pannelli sandwich in poliuretano con schiuma speciale certificati in laboratorio con un determinato grado di resistenza al fuoco e rientranti nei parametri del contenimento energetico, rivestimento parziali di alcuni elementi con lastre di cartongesso e/o calcio silicato, il tutto attentamente calcolato e verificato da progettista abilitato che rilasci il Cert. REI finale della struttura.

L’argomento potrebbe essere ulteriormente approfondito, potremmo parlare di vie di esodo, sistemi di rilevazione e spegnimento incendio e tanto altro. Fiduciosi di aver chiarito alcune terminologie che sovente ci troviamo ad ascoltare o leggere, vogliamo fare una piccola raccomandazione:

è molto importante che la certificazione REI comprenda l’intera costruzione: dalle pareti, al soffitto, al controsoffitto.
Noi di Locabox Costruzioni Modulari ci teniamo particolarmente alla sicurezza e alla precisione con cui redigiamo la certificazione.
Per questo vi consigliamo di leggere sempre attentamente l’attestato che vi rilasciano, per tutelare dipendenti ed edificio.

Articolo scritto da:

Marco Campinoti