PERCHE’ SCEGLIERE LE STRUTTURE PREFABBRICATE IN ACCIAIO AL POSTO DELLE CLASSICHE COSTRUZIONI?

Il mondo del lavoro – come la vita quotidiana – ha ormai raggiunto ritmi estremamente sostenuti. Le costruzioni prefabbricate possono essere la soluzione alle esigenze di rapidità costruttiva e decisionale imposte da questo particolare periodo storico: emergenze sanitarie, fenomeni atmosferici eccezionali. Ogni qual volta si voglia creare spazio in tempi estremamente brevi, con tutti i comfort necessari e con costi ridotti rispetto all’edilizia tradizionale.

Un esempio lampante è l’edilizia scolastica.  Sappiamo bene quante scuole in Italia siano ormai obsolete e poco sicure, tanti gli edifici fatiscenti a rischio sismico che necessiterebbero di importanti interventi di ristrutturazione. Le tempistiche per tali interventi sono però molto lunghe tanto da richiedere la chiusura degli edifici per periodi non compatibili con le esigenze.

I costi da sostenere spesso sono talmente elevati, che alla fine si scelgono soluzioni che non soddisfano appieno nessuno, o si rimandano gli interventi a tempi indefiniti.

Costruire un edificio scolastico con prefabbricati in acciaio significa iniziare il cantiere alla fine dell’anno scolastico con l’obiettivo di far rientrare gli alunni nella nuova scuola all’inizio dell’anno successivo; significa avere un edificio sicuro sotto ogni aspetto, (antisismico in primis) e significa anche avere un edificio di aspetto gradevole e performante, con costi di realizzazione decisamente interessanti.

In Italia tutt’oggi permane il pregiudizio che un prefabbricato sia solamente un container, un bungalow o una situazione temporanea e poco affidabile, adatta solamente per le emergenze, ma sicuramente incapace di fornire prestazioni tecniche ed estetiche pari a costruzioni in cemento o in legno che si è abituati a vedere nel panorama urbanistico delle nostre città.

La realtà è ben diversa e come dimostra ampiamente la crescita urbana di tante città, sia a livello europeo che internazionale, il prefabbricato in acciaio è un elemento che permette notevoli vantaggi, sia in termini di resa tecnica, riduzione dei costi, rapidità degli interventi, senza trascurare l’aspetto estetico. L’edilizia italiana si sta orientando verso queste nuove soluzioni anche grazie al risparmio energetico e all’impatto ecologico che il prefabbricato in acciaio offre rispetto ai materiali tradizionali.

Ogni materiale e sistema costruttivo ha i suoi pregi e i suoi difetti, non entrando nel merito delle costruzioni tradizionali che tutti ben conosciamo, se un edificio è realizzato seguendo certi accorgimenti avrà sicuramente le prestazioni necessarie e richieste.

Pro: l’acciaio ha come vantaggio quello di essere l’unico materiale ad avere caratteristiche meccaniche certe una volta posto in opera. Questo permette ai progettisti di ottimizzare i dimensionamenti, semplificare i nodi di giunzione, snellire le strutture. Il tutto si traduce in tempi ridotti e costi minori.

Contro: l’acciaio deve essere protetto contro la corrosione (il discorso è comunque relativo in quanto ci sono delle longarine nei solai delle vecchie costruzioni, prive di protezioni che ormai hanno oltre cento anni) e contro il fuoco (può sembrare strano ma il prefabbricato soffre più l’incendio rispetto a costruzioni in legno o in muratura).

Al giorno d’oggi esistono comunque molteplici sistemi di protezione delle strutture contro la corrosione (trattamenti superficiali, verniciature) e contro il possibile incendio (rivestimenti in calcio silicato, cartongesso, lana minerale) che uniscono alte prestazioni ed estetica di finitura ragguardevole.

Prestazioni elevate, rapidità e semplicità costruttiva, risparmio economico, pulizia cantieristica, impatto ambientale estremamente ridotto, questi sono solamente alcuni degli aspetti positivi delle strutture prefabbricate.

Ci troviamo prossimi a una probabile svolta nel settore edile, una vera e propria rivoluzione che porterà grandi benefici per il nostro paese interessando tutte le fasce della popolazione.

Articolo scritto da:

Marco Campinoti  e Aurora Sartori

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